Recensione/Intervista di Tribe Dic.2005

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Qui sotto riportata la versione integrale dell'intervista tagliata per ovvi motivi di impaginazione della rivista!!

1. La vostra musica risente profondamente di influenze che arrivano dal pop britannico "colto", dai Kinks ai Little Barrie. Ma chi sono davvero i vostri riferimenti?
Ti ringrazio per noi questo è un grande complimento! Le nostre radici affondano principalmente nel sound degli anni '70 e nella sua varietà di band senza grandi riferimenti in particolare, anche se non posso non citare i beatles fra i maggiori interessi miei e di Fede; tutto questo viene arricchito da una maggior attenzione a band del panorama rock più moderno specialmente da parte di Fede, e di Ed che arriva da esperienze molto più legate all'alternative.

2. Il vostro demo è curatissimo sotto ogni punto di vista: quanto ci avete lavorato? I brani erano già "chiusi" al momento di entrare in sala d'incisione?
Il lavoro di pre-produzione è durato diversi mesi: io e Fede abbiamo lavorato molto con il nostro produttore per definire tutti gli arrangiamenti, le strutture dei brani ed eventuali idee artistiche per dare un certo "colore" piuttosto che un altro ai singoli brani in fase di registrazione. Ed ha fatto la sua comparsa un mesetto prima di entrare in studio, presentatoci dal "producer". Dopodiché il lavoro di produzione vero e proprio in studio si è sviluppato nel corso di un paio di settimane durante le quali abbiamo registrato mixato e fatto il mastering.

3. Sulla base della vostra esperienza, cantare in inglese è un vantaggio o uno svantaggio in un mercato come quello italiano?
Visto l'andamento del mercato Italiano è di sicuro uno svantaggio: oggi come oggi le Majors difficilmente hanno interesse a produrre in Italia una band con repertorio in lirica inglese, per il semplice motivo che non essendo etichette "native" Italiane, hanno già i loro prodotti stranieri forniti dalle "case madri" da distribuire sul territorio nazionale. Ma al di là di questa motivazione tecnica la nostra scelta di esprimerci in lingua inglese è legata fondamentalmente al principio dell'innegabile universalità del linguaggio musicale, abbinato all'universalità dell'inglese come lingua; inoltre è anche una scelta di tradizioni del tipo e genere musicale che facciamo e con cui ci piace esprimerci.

4. Il coniglio bianco è comparso in musica (Jefferson Airplane), al cinema ("Matrix"), nei fumetti ("Interiorae"). Ma voi perché avete scelto di chiamarvi così?
La scelta del nome è stata un'odissea ben più lunga della pre-produzione e produzione messe insieme!! Le migliaia di proposte uscite giorno dopo giorno non ci convincevano e volevamo trovare qualcosa che rappresentasse in maniera simbolica quello che siamo. la mia passione per i Beatles ha portato ad ipotizzare la ricerca di una parola che richiamasse il "beat", da li, per questioni fonetiche in primis, è venuto fuori "Rabbit". Pensando poi cosa potesse significare il "coniglio" in altre situazioni prettamente artistiche è venuto fuori l'eclettico personaggio della letteratura di Lewis Carroll, il sig. BianConiglio di "Alice nel paese delle Meraviglie". La "strambezza" di questo personaggio, che nonostante tutto sa essere estremamente curioso ed interessante, al punto di essere seguito "là dove non si sa a cosa si va incontro" ci è piaciuta a tal punto di farlo diventare il nostro baluardo nonchè nome di combattimento!!


5. Qual è il più gratificante apprezzamento che avete ricevuto sino ad oggi? E, per contro, qual è stata la critica più pesante?
Le gratificazioni sono state parecchie: il fatto stesso che il disco viene molto apprezzato sia per qualità sonore che per l'aspetto del songwriting da un pubblico che potrebbe distare anni-luce dal nostro target è una grande soddisfazione, ed è un fatto che ci da ragione nell'affermare che la musica può essere bella e piacere al di là delle etichettature che a volte vengono impropriamente addebitate; ti faccio un esempio: ragazzi che ascoltano principalmente punk, metal, in fattispecie blink, greenday, linkin park ecc. , hanno comprato il disco e gli è piaciuto!! Tutto questo porta a quello che forse è infondo l' aspetto veramente più gratificante dello scrivere musica e proporla dal vivo: avere un pubblico che conosce i tuoi brani e te li canta in faccia mentre tu ti esibisci per lui!! Riguardo alle critiche, per ora sono stati tutti piuttosto clementi, a parte ovviamente il nostro produttore!! (Ma se non fosse così non farebbe bene il suo lavoro!)

6. La vostra maturità musicale è, rapportata alla giovane età, sorprendente. Qual è il vostro background, cioè quando avete iniziato a suonare, cantare, comporre?
Ti ringrazio nuovamente per il complimento! Dunque, le realtà musicali di noi tre sono piuttosto diverse, io mi sono avvicinato al mondo della musica non più di tre anni fa, mentre Fede ha un background che arriva da molto più lontano: avendo il padre musicista ha iniziato abbastanza presto e ed è cresciuto seguendo lo stile di amici più grandi di lui, prendendo poi una sua direzione artistica e ricercando uno stile personale; inoltre è da una anno che studiamo canto da una bravissima insegnante di Jazz, Daniela Panetta. Abbiamo iniziato a comporre insieme circa un anno fa, ed è da allora che suoniamo insieme: possiamo dire che i MrWhiteRabbit sono la nostra prima Band!! Infine Ed studia il suo strumento dal '99, anno in cui ha iniziato a militare nella punkband Milanese "the Sorrows". Il fatto che fin'ora era legato a realtà prettamente "punk" insieme alla sua disinvoltura nell'affrontare diversi stili musicali, ha indubbiamente portato un nuovo positivo ed energetico ingrediente alle sonorità della band e dei brani.


7. Quale degli otto brani presenti nel demo scegliereste per iniziare (adesso, in questo momento) un concerto?
I concerti li abbiamo sempre aperti con la traccia di apertura del disco "Everything I Want", è un pezzo solare ed energetico, inizia con un tema solista che sembra quasi voler richiamare l'attenzione, come fosse un avviso dell'imminente inizio di una festa! Perché un concerto dei MrWhiteRabbit è sempre una festa, e ci teniamo che sia sempre così!!


8. Qual è stata l'influenza del produttore Larsen Premoli nel vostro lavoro?
Abbiamo la fortuna di poter dire che Larsen ci ha lasciato molto liberi nelle scelte artistiche delle songs, e più che influenzare il lavoro ha delineato il sound del disco: nonostante i pezzi siano decisamente eterogenei l'uno con l'altro, lui è riuscito ad accomunarli dandogli un "sound ideale". Il nostro disco era potenzialmente un disco anni '70, e lui con la sua esperienza è stato capace di donargli un sound molto più moderno, per fare avvicinare il nostro disco alle aspettative del potenziale "pubblico di oggi", senza però snaturare le sue radici vintage. Ha contribuito a tutto questo, come citato prima il "fattore Burton", che è stato un fortunato elemento inserito appositamente da Larz: chiunque avrebbe giudicato azzardata la scelta di inserire un elemento dalle radici punk nel nostro connubio musicale, scelta che invece reputiamo sia stata vincente del nostro lavoro!! Infine si è occupato lui stesso delle scelte tecniche sia in fase di recording che in quelle di mixaggio e mastering, scelte fondamentali per il risultato discografico!!


9. C'è un genere musicale (o un artista o una band) che cancellereste dalla faccia della Terra?
In realtà no, a noi piace distinguere innanzitutto le qualità e le peculiarità di un "artista", di una "band" e di un "genere musicale" legate al significato implicito che queste parole dovrebbero avere: un artista che scrive musica, è tale secondo noi, se nello scrivere vuole comunicare qualcosa e scegliere la musica come linguaggio per esprimere il suo messaggio, dopodiché il fatto di provocare emozioni sta al gusto musicale che ha il destinatario di tale musica; per questo è plausibile che esistano diversi generi musicali, artisti e band che utilizzano questi diversi "dialetti" della "lingua musica" per trasmettere le proprie emozioni! E' importante rendersi conto di come al giorno d'oggi esistano maggiormente realtà in cui per vendere la musica si sceglie di focalizzare maggiormente l'attenzione sul personaggio e la sua immagine (la boyband, il cantante di turno che in quanto personaggio non sa ne cantare ne scrivere, e che solitamente ha dietro a sé degli "autori"), ma in questo caso non si può considerare tale un "artista"; né si può considerare "band" il gruppo di professionisti che suonano per lui scelti solitamente dalla produzione per la loro indubbia bravura e professionalità. Riguardo al "genere" ci sono infine tanti tipi di "musica" che non nascono per comunicare qualcosa ma bensì per farne un "uso", vedi ad esempio la musica dance e tutti i generi annessi, che solitamente nascono in ufficio con un bravo esperto di music-marketing e qualche aggeggio elettronico molto costoso, e che perciò non cataloghiamo a priori nei "generi musicali". Per questo motivo non pensiamo che esista un genere, un artista o una band da "eliminare"! (basta dare una giusta collocazione ad ogni cosa!)

10. Concerti e attività live in programma?
Abbiamo fatto in quest'ultimo mese qualche Show-Case "vicino a casa nostra" per iniziare a fare promozione all'album negli immediati dintorni del nostro territorio d'origine. Ora ci stiamo dedicando a montare uno Show-Act molto variegato e impegnativo che vedrà interagire nel vero senso del parola i nostri brani con una selezione di covers riarrangiate con lo stile M.W.R.!! Per i prossimi live ci affideremo ad un paio di turnisti (un chitarrista e un tastierista) per completare l'ensemble sonoro dal vivo come in studio. Per sapere dove trovarci seguite gli sviluppi sul nostro sito internet www.mrwhiterabbit.com, ciao a tutti. E seguite il coniglio!